Vi scrivo per chiedere il Vostro parere in merito alla situazione seguente. Io e circa altri cento residenti, firmatari di una proposta/protesta contro il nostro comune, siamo contrari alle due aree per lo sgambamento cani nel parchetto tra i condominii nei quali abitiamo che l’Amministrazione del comune ha fatto costruire qualche anno fa. L’anno scorso il nuovo sindaco del Comune mi ha convocata sotto il pretesto di rimediare al disagio acustico in suddetta occasione. Ma è stata una beffa perché “l’evento” si è protratto fino alle due di notte di domenica a lunedì – malgrado tre chiamate da parte mia ai carabinieri dopo mezzanotte – senza esito. Dopo questa lunga premessa, spero per voi utile a capire la situazione e non tediosa, vi chiedo gentilmente consiglio sui seguenti punti.

  • Ad ogni protesta il volume veniva abbassato seppur di poco, dimostrando così che, volendo, il problema si sarebbe potuto risolvere, per poi tornare ai livelli di prima.
  • Premettendo che non so se sono in regola con i permessi, che cosa posso fare?
  • Ovviamente mi era stato assicurato che tale locale non disturbava, sono passata più volte prima di fare l’acquisto e così mi sembrava.
  • Questo tipo di attività non hanno orari da rispettare per non recare disturbo al vicinato?
  • In più da qualche mese i condomini che abitano ai piani superiori hanno dato il divieto di aprire la finestra sulle scale perché siamo al primo piano.
  • Il primo passo è sempre la diffida tramite avvocato, leggi anche la scheda relativa.

A poco distanza c’è la zona artigianale o industriale con la presenza di una ditta di raccolta e lavorazione di ferro. Quando siamo andati ad abitare lì, l’attività era poca , ora da circa due anni è aumentata in maniera esorbitante. Lavorano “lanciando” con il macchinario chiamato ragno grandi quantità di rottami provocando grandi rumori e soprattutto alzano molta polvere. Iniziano a lavorare alle 6-6,30 del mattino fino alle ore 12-12,30 della mattina e ricominciano alle 14-14,30 del pomeriggio fino alle 18-18,30 .

In questi anni abbiamo prodotto 2 perizie che attestano un superamento dei limiti pari a 37 dB. Entrambe hanno suggerito dei rimedi ma il fornitore di gas/manutentore della caldaia si ostina a eseguire solo parte degli interventi segnalati o a eseguirli in maniere difforme, dopodiché dice di aver fatto il possibile e ora ci chiede una terza perizia perché – a fronte di un test – abbiamo segnalato che il rumore è invariato. L’unico reato che commettono è quello di urinare li a pochi metri, ma ovviamente la polizia non è mai riuscita a coglierli in fragranza di reato.

L’anno scorso abbiamo fatto un esposto all’Arpa che hanno messo un microfono sul balcone per una settimana. Anche il tecnico dell’ente ha ammesso che i limiti di decibel del cantiere sono fuori norma, ma che oltre a sanzioni non possono fare altro in quanto l’opera è troppo “importante”. Dicono di non poterci neanche installare i doppi vetri perché il problema non è di tipo 24h/24h. In ogni caso non siamo mai venuti a conoscenza dei risultati di queste misurazioni.

Quando i bambini sono con me non vengono assolutamente tollerati. A ogni minimo rumore il vicino di sotto mi picchia con la scopa sul pavimento, a qualsiasi orari. Premetto che ho messo feltrini ovunque, un tappeto dove far giocare i bambini e sto molto attento agli orari, ma non basta. Non invito amici dei miei figli a casa, per https://pakcaspian.com/wp/blog/2021/12/25/scratchmania-gratta-e-vinci-online-7-euro-gratis/ non avere problemi, ma così non posso vivere. Nei mesi scorsi sono stato minacciato da un generico “ti faccio la guerra” e una manata sulla porta.

Nonostante anche gli altri condomini siano infastiditi da questo, io sono quello più esposto ai rumori in quanto abito al primo piano e la mia finestra è proprio sopra il pezzo di strada in cui sostano a bere e parlare. Siamo molto stressati da questa situazione e non sappiamo come muoverci per risolvere il problema. Con la sentenza di cui in epigrafe, il Tribunale dichiarava il Cxxxxxx colpevole di contravvenzione all’articolo 659 Cp, condannandolo alla pena di 170 euro di ammenda, oltre alle pronunce accessorie, dichiarava invece l’improcedibilità dell’azione penale nei suoi confronti quanto al reato di minacce lievi, per mancanza di querela. Avverso tale pronuncia ricorreva per cassazione il Cxxxxxx, che denunciava violazione di legge e vizio della motivazione. Il reato in addebito sussiste solo quando la fonte sonora denunciata attinga un numero indeterminato di persone di media sensibilità; nella specie, i latrati disturbavano il solo Santarnecchi e non altri, come il confinante, che aveva deposto in proposito.